Un viaggio da non perdere

Alla scoperta della cultura Vudù

Bamboline piene di spilloni, magia nera, sono le prime cose che vengono in mente sentendo la parola “Vudù”.
Non è una esagerazione dire che il Vudù è una delle culture più fraintese e mal interpretate di tutti i tempi. L’uso della magia e la pratica della “trance” è stata ed è del tutto aliena e terrificante per molte persone nate e cresciute nella tradizione cristiana, e le sue divinità sono state viste come demoni piuttosto che come esseri divini.
Il Vudù ha attraversato tre secoli di persecuzioni e mistificazioni, è stato fortemente screditato, e sono state diffuse (probabilmente anche consciamente) molte illazioni e disinformazioni che ne hanno portato una generale visione decisamente distorta.
Il culto del Vudù trova origine tra le genti Fon del Benin e significa “spirito divino” (per gli Ouatchi “messaggio dal profondo”).
Il Vudù crede nell’esistenza di un Dio creatore del cosmo intero, da intendersi come sintesi di tutto ciò che esiste, del visibile e dell’invisibile.
Nella teologia vuduistica tutte le cose che costituiscono la realtà e il mondo in cui viviamo sono distinte solo per una questione di praticità, infatti materia e spirito sono in realtà la medesima cosa, poiché la materia non è altro che la forma condensata dello spirito.
Da secoli l’uomo utilizza i rituali per attraversare il velo di maia ed entrare in contatto con il divino.
Oltre il pregiudizio e la superstizione si spalanca un universo dove l’aspetto della guarigione è al centro di molti riti Vudù.

La danza è una componente essenziale: la sua funzione terapeutica è strettamente legata alla storia dell’uomo pressoché in ogni cultura e in ogni latitudine.
La funzione catartica della danza e della musica, nonché i suoi reali effetti di guarigione sono da sempre oggetto di discussione e di studio.
Attraverso il ritmo e il movimento l’uomo tenta di entrare in comunione con la natura fino a comprendere  che non esiste distinzione fra il mondo divino e quello umano, che ogni cosa è divina, dato che ogni cosa è parte attiva dell’unità.
“Il Vudù è la forza segreta che presenzia in tutto.
E’ l’anima che compone tutte le cose e tesse fra queste un inscindibile legame.
Ogni cosa, sia essa animata o inanimata, è parte di Dio ed è parte dell’eterno ciclo della creazione”.

Celebriamo insieme !

L’Associazione Matandala vuole favorire un turismo ecosostenibile e solidale che diventi fonte di reddito per le comunità locali attraverso la conoscenza della cultura autoctona per contribuire ad un reale miglioramento delle condizioni di vita.
Nel mese di gennaio promuoviamo un viaggio della durata di dieci giorni in cui offriamo la possibilità di fare un’esperienza unica all’interno dei villaggi alla scoperta della cultura Vudù, per vivere in gruppo l’atmosfera della celebrazione attraverso spettacoli, danze e soprattutto cerimonie riferite alla divinità Sakpata.
Vudù Sakpata è una forza cosmica della terra, da cui il nome “aïnon” che significa “signore della terra”.
E’ una divinità legata alla terra nei suoi rapporti con l’uomo. Gestisce la natura e l’uomo ed è la ragione per cui è adorata dagli uomini in un modo più cerimonioso di tutti gli altri “vudù”.
Sakpata appare come forza benefica nel senso che è segno della fecondità e della vita che continua: gestisce la terra stessa che è fattore di fecondità oppure di siccità e di morte.
L’uomo dunque attraverso i rituali vuole conciliarsi questa forza che dona la vita e la morte.

Per avere informazioni dettagliate sul programma del viaggio ti invitiamo a contattarci direttamente all’indirizzo info@matandala.org

 

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